L’ultimo weekend di marzo il Trofeo dei Parchi Naturali è ritornato protagonista con la ventisettesima edizione della Marathon del Lago di Fondi e Monti Ausoni, seconda tappa della challenge più amata e longeva d’Italia.

Pochi giorni prima della partenza quella annunciata era una gara asciutta, con il tracciato, ormai storico, lungo gli argini del lago, veloce duro e compatto. Un vero peccato per tutti i biker e gli addetti ai lavori, che avrebbero preferito una gara in cui poter sporcare ogni centimetro di pelle, per la gioia di mamme, mogli, compagne e meccanici. Si, perché quando arriva la pioggia, qui a Fondi arriva anche lo spettacolo, con il tracciato pronto a cambiare il proprio volto e allo stesso tempo quello degli atleti.

Vuoi un santo in paradiso, vuoi due preghiere, il sabato arriva Lei, la più attesa, una pioggerellina leggera, perfetta per inzuppare pian piano il tracciato e formare quelle pozzanghere dove i biker, dal più giovane al più esperto, potranno per un giorno ritornare bambini. Si, perché sporcarsi è un lusso permesso solo ai più piccoli.

L’indomani il sole riprende il suo posto, così da poter asciugare più velocemente il fango sul volto dei biker.

Ai nastri di partenza ci sono tutti i protagonisti del Trofeo e insieme a loro, per un giorno, ci sono anche i cugini gravelisti, per quella che è la quarta edizione della Strade Bianche del Lago di Fondi, gara, che come successo per la marathon, potrà fare la storia di questo sport in crescita.

Pronti via il ritmo è indiavolato, ai più forti tocca scremare il più possibile il gruppo, troppe locomotive sullo stesso binario rischiano di deragliare e magari compromettere non solo la propria corsa ma anche quella degli altri.

I primi dieci dei settantandue chilometri previsti sono affrontati ad un ritmo pazzesco. Il gruppo si allunga e chi perde anche pochi metri è costretto ad inseguire a lungo. Quella di Fondi è una gara ad inseguimento, come quelle su pista, salvo che qui la pista non permette né di abbassare la testa né il corpo orizzontale al telaio. Buche, cambi di direzioni netti e piccoli gradini non permettono distrazioni. E non permettono distrazioni nemmeno le azioni dei biker vicini in lotta per stare il più possibile nelle posizioni di testa, dove si rischia meno e a volte, si fatica anche meno, per la possibilità di scegliere le traiettorie migliori senza mettere sempre mano ai freni.

L’atteso Privitera, Rolling Bike, dice addio alla sua gara già nei primissimi chilometri. Un taglio al copertone lo costringe al ritiro. In testa al gruppo è Luciano, Becycle, a tentare più volte l’allungo, senza mai trovare alleanze. I suoi rivali più accreditati sono Mignoli, Bike & Sport, e Signoriello, Eracle. Tra le donne è la Parisi, Bike % Sport, ad aver beccato il treno giusto per mettere margine tra sé e le sue avversarie.

Il forcing iniziale ha nel frattempo cambiato colore a divise e corpo degli atleti. Il colore che la fa da padrone assoluto è ora quello del fango. Gli atleti di testa sono più irriconoscibili di quelli di coda: lo sporco è proporzionale alle velocità.

La gara scorre veloce con drenate per scremare che si alternano a momenti più rilassati.

Il gruppo di testa è un elastico che si allunga e accorcia quasi fosse una fisarmonica.

Sul tracciato disegnato da Gino Marcantonio e dai ragazzi della Cicloamatori Fondi tocca sempre dare tutto, su un tracciato così completamente piatto i biker non hanno un attimo di respiro. Qui anche la salita sarebbe un miraggio.

Prima della linea del traguardo nessuno è riuscito a fare la differenza e così è doppia volata sia per la marathon che per il percorso point to point.

Ad alzare le braccia e a conquistare la leadership del Trofeo è Adriano Luciano, che con un guizzo da finisseur nega per pochi centimetri la prima vittoria nel TPN a Francesco Mignoli. Terzo, staccato di pochi metri è Rosario Signorello.

Il percorso point to point vede la vittoria del giovane Pietro Elia, Eracle, davanti al più esperto Gianni Concetto, Nuova Avir, e all’atleta junior Ivan Diomede, Fusion Bike.

Tra le donne marathon vince Mara Parisi, davanti a Jennifer Maria Fosco, Avis Bike Ruvo.

Nella point to point Domenica Mazzeo, Special Bikers, anticipa di appena cinque secondi Annamaria Rossi, Scuola Indoor Cycling.

Terza è Sofia Flumeri, Cycling Cafe.

Terminata la seconda tappa, i biker hanno tempo fino al 27 aprile, Marathon del Salento, per tirare a lucido le proprie mountain bike.

Il 27 aprile preparate il costume, si va tutti in Salento

Risultati completi al sequente Link

 

Marathon del Lago di Fondi 2025
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